giovedì 26 gennaio 2012

Trofeo Monga, seconda tappa : Treviglio

Dopo questa seconda tappa lo confermo: ci sto davvero prendendo gusto. Le premesse non erano quelle giuste: venivo da una settimana di sola corsa lenta per un chilometraggio totale di poco più di 18km ed anche se nell’ultimo allenamento le sensazioni erano state più che positive sapevo di non aver totalmente recuperato – lo vedevo dai battiti cardiaci troppo alti. Oltretutto non avevo tenuto certo un comportamento da atleta il sabato sera, con il risultato che la domenica mattina avevo ancora gonfiore intestinale e stanchezza dalle sole quattro ore di sonno. Eppure il test è andato più che bene ed ho portato a casa un risultato ancora migliore rispetto a quello di Pioltello. Il percorso di 6.25km l’ho concluso a 4’04’’/km di media con una gestione che non credo potesse essere tanto migliore, in crescendo fino alla fine e con energie per la volata (ultimi 250m a 3’42’’/km), anche se averla iniziata troppo presto, incitato dal fantastico tifo dei miei compagni di squadra, mi ha fatto pagare nell’ultimo finale, dove ho riperso due delle quattro posizioni che avevo recuperato. La classifica generale della mia batteria mi vede 38°/112, anche questo un risultato niente male per gli standard cui ero abituato. Ok, le campestri stanno iniziando a piacermi veramente! Adesso chissà dove troverò la voglia di iniziare a macinare chilometri per preparare Milano… ma ora come ora la frittata è fatta J

giovedì 19 gennaio 2012

Pausa di riflessione?

Diciamo una pausa forzata di riflessione! Se non ho varcato la soglia del sovrallenamento ci sono andato molto ma molto vicino. Non è difficile trovarne le cause : entusiasmato dagli allenamenti di qualità, nella smania di migliorare la velocità di base ed al contempo di ottimizzare il peso, ho finito per pigiare il pedale dell'acceleratore troppo a fondo, fino al boom! Avvisaglie già ce n'erano, da un po' il sonno era agitato e poco ristoratore, ma è stata questa la goccia che ha fatto traboccare il vaso: un fartlek 10x(1'+1') finito sui gomiti, con frequenza cardiaca che non scendeva più durante il recupero. Fatica estrema e sulla via di ritorno a casa mi sembrava di avere due macigni al posto delle gambe. Dopo un buon pranzo mi sono decisamente ripreso, ma l'essermi svegliato in piena notte (3) senza più riuscire a riprendere sonno è stato il campanello d'allarme: qualcosa aveva fatto "crack". Dopo tre giorni di stop totale già mi sono sentito meglio, al punto da voler provare un lento tranquillo nel gelo mattutino del Parco Lambro. Riscontri? Ancora un po' di pesantezza alle gambe e battiti ancora alti, ma a fine allenamento ero decisamente fresco e per nulla provato. Del resto son partito con i sintomi dell'influenza e quello suppongo abbia un po' influito. Ci riprovo domani con un altro lento, stavolta di 10-12km e domenica si va a Treviglio. Sicuramente ho finito di patire la fame durante il giorno, anche perché posso anche digiunare che la bilancia non si schioda da quei 72kg ormai quasi da mezzo mese. Speriamo in bene!

venerdì 6 gennaio 2012

Anno nuovo, PB nuovo

E dire che la giornata era iniziata decisamente col piede sbagliato! Ma è proprio vero che un buon risultato arriva quando meno te l'aspetti. Quando esci di casa e dopo qualche passo ti senti in forma, decidi che è arrivato il momento di osare, senza se e senza ma. Soprattutto, senza la tensione che hai addosso al via di una gara cui tieni tanto. In controllo nei primi km, quando la strada sale (... ok, leggermente ) ed il vento ( ... ok, la brezza) è contrario. Lasciando libere le gambe quando il sentiero scende ed il vento è alle spalle. Mollando un po', ebbene si, negli ultimi due km, qui ci voleva lo stimolo agonistico! Ma leggo un 40'38'' sul display del gps e la fatica svanisce lasciando un posto ad un senso di appagamento che - per una volta - penso di meritarmi pienamente. Si riparte da qui!

martedì 3 gennaio 2012

Bilancio anno 2011

Dal punto di vista podistico è stata un'annata decisamente sorprendente, al di là di chilometraggi e statistiche di cui sinceramente mi frega poco. Da Gennaio a Luglio gli allenamenti sono stati costanti, penso di non aver mai fatto una settimana di stacco completo. I risultati però non miglioravano più di tanto, non riuscivo a scostarmi da quel 1:42 /1:45 in mezza e da quel 4'30'' alto sui 10000. Ho corso una maratona ad Aprile, preparata come si deve con tutti i lunghi del caso, con un tempo ancora più alto di quello sperato - e si che non avevo grandi aspettative! Ok, faceva caldo, ma in cuor mio sapevo che non era l'unica ragione: 82kg su 1.78 di altezza sono un bel malloppo da portare appresso. Ero consapevole di dover lavorare sul peso per sviluppare le mie vere potenzialità ma correggere le abitudini alimentari è davvero difficile specie se la vita ti impone ritmi serrati e frenetici. Faccio qualche garetta, prima la Corrilambro, poi l'ora in pista a Zelo, ma i miei tempi rimangono quelli, non c'è davvero nulla da fare! La svolta avviene ad Agosto. Lascio perdere allenamenti di qualità e corro con il solo scopo di dimagrire. In soli due mesi arrivo a 73kg. L'aver perso peso mi aiuta, eccome se mi aiuta: a settembre fa ancora un caldo torrido in pianura padana, ogni giorno si arriva a 27°/30° eppure non faccio fatica come un tempo, riesco a correre i miei 10/12km a 5'/km arrivando alla fine relativamente fresco. Sono consapevole di essere migliorato ma non so veramente di quanto, urge correre una mezza maratona per scoprirlo. E così il 9 ottobre torno proprio lì dove ho esordito un anno esatto prima: Pavia. E' tutto come l'anno scorso: freddo becco al mattino ma giornata splendida, con un sole che spacca le pietre e farà salire la temperatura fino a valori primaverili nel corso della gara. Persino io ho naso chiuso e gambe pesanti, esattamente come un anno fa. Che ritmo seguire? Sono convinto di poter abbattere il muro dell'ora e 40 dopo molti tentativi non andati a buon fine. Comunico la mia intenzione ad un mio compagno di squadra, ma lui vuole convincermi ad osare, a partire per fare un'ora e 34/35. Impallidisco... oltretutto ricordo che Pavia non è proprio piattissima! Ma siamo già in partenza, non c'è tempo di fare calcoli, lasciamoci portare fin dove le gambe reggono. Il ritmo è veramente forte per me, siamo sui 4'20''/km, eppure il fiato regge e le gambe anche, sorprendentemente non faccio fatica. Arrivo al 10° che son passati circa 44 minuti e sto ancora bene, anche se il mio compagno di viaggio mi ha abbandonato, non era un periodo di gran forma per lui. Il freddo mi da' una marcia in più ma dal 16° devo stringere i denti, arrivo al 19° che non riesco ad accelerare e sono al limite. Quando arrivo al traguardo e leggo il tempo fatico a crederci. Un sorriso a trentadue denti mi rimarrà stampato in faccia tutto il giorno. Mi sono soffermato tanto su questa gara perché è da qui che si riparte. Un nuovo tempo, quasi 10' inferiore al vecchio personale, la più potente iniezione di fiducia che potessi ricevere. Da qui ho capito di poter osare di più negli allenamenti, di poter ambire a risultati che prima mi sembravano impossibili.
I miei buoni propositi podistici per l'anno 2012? Arrivare al mio peso forma di 67-68kg (adesso sono a 72), 39' nei 10km e <1h28' in mezza maratona, il tutto con la dovuta calma. Correrò anche nuovamente la maratona di Milano ma con l'unica pretesa di migliorare quel tempo che non mi appartiene assolutamente. Dedicherò alla preparazione un paio di mesi, non di più, proprio ora sto riscoprendo il gusto della breve distanza e non voglio perdere velocità.

domenica 18 dicembre 2011

1a tappa Trofeo Monga: Pioltello

Si ritorna a calpestare il fango!
Soffrire in corsa non è il mio forte, sono il classico "long distance runner", avere il fiatone già dal secondo km proprio non fa per me. Ma ho intenzione di stravolgere le carte: meno km settimanali e molta più qualità, cerchiamo di aumentare la cilindrata del motore, mi toccherà soffrire un bel po' ma la buona volontà c'è e bisogna sfruttarla finché fisico ed impegni lo permettono.
A distanza di quasi un anno dal primo tentativo, con 10kg in meno e tempi notevolmente migliorati, ritornare nuovamente sui campi mi esalta non poco. Oltretutto il Monga è ben partecipato da La Michetta, ed essere incitato costantemente lungo il percorso è un motivo in più per far bene.
Con Maurizio iniziamo a scaldarci, forse un pelino troppo velocemente per i miei gusti ma stamattina fa davvero freddo, la temperatura è sugli 0° e l'aria è davvero pungente. Noto che il fondo è ben compatto, oltretutto sembra essere praticamente piatto a parte una salita piuttosto ripida. Scelgo di non indossare le chiodate... alla fine non sembra essere così diverso dal mio solito percorso al Giuriati!
Ma ecco che ci si posiziona vicini al gonfiabile e... si parte. Il ritmo è subito veloce, indiavolato, del resto è impossibile non farsi trasportare dalla massa. Guardando il Garmin noto che sono sotto i 4'/km, ed infatti chiudo il primo in 3'56''. La paura di scoppiare mi fa cambiare marcia.
Di qui credo che non avrei potuto gestire meglio la gara. Come mi è stato detto di fare guardo poco il GPS ed imposto la gara su chi mi sta davanti. Seguo la scia di un atleta e, nel momento in cui mi sembra di poter tenere un passo leggermente più veloce, lo supero. Psicologicamente la tattica si rivela vincente: sto andando in progressione quasi senza accorgermene e dal 5°km sono decisamente a tutta, ma riesco a non farmi passare ed anzi continuo a superare atleti. Il 6°km è un calvario, il cuore è a mille ed il fiato è decisamente corto, ma stringo i denti e vado avanti. In lontananza vedo il gonfiabile ed un occhio al Garmin mi fa capire che siamo quasi arrivati. Innesto la sesta marcia e do fondo alle mie ultime riserve, dietro di me sento passi sempre più vicini e non voglio farmi passare proprio adesso.
Fin qui la mia tattica è stata perfetta ma non avevo tenuto in conto di un "piccolo" particolare... la salitona finale! Ho sbagliato decisamente i tempi per iniziare la sgasata, ed infatti al momento di "arrampicarmi" le gambe sono due macigni, perdo terreno ed un avversario in maglietta rossa che mi stava dietro da un po' riesce a passarmi in discesa. Vorrei riprenderlo ma decisamente non ne ho più, inizia a girarmi la testa e mi si tappano le orecchie, segno che sono davvero al limite. Nonostante ciò, tiro fuori energie che non sapevo neanche di avere ed aumento nuovamente il ritmo. Di qui è un tira e molla con maglietta rossa. Lui inizia la volata, io inizio la volata, lui però ha una marcia in più ed arriva davanti a me, anche se solo di una manciata di metri.
Dopo gli ultimi 600m a 4' netti, chiudo il percorso di 6.6km in 26'57''.
Tirando le somme, un esperienza che mi è davvero piaciuta, nonostante, lo ripeto, non mi sia mai piaciuto soffrire troppo in gara. Non so quanto si perda su questo tipo di terreno rispetto all'asfalto, ma essere giunto ad una manciata di secondi (mi sembra 3-4) da Maurizio, che ha un personale di 38 basso sui 10000, mi lascia intendere che il mio tempo non sia così malaccio. Certo c'è ancora da lavorare, ma mi sembra di avere buoni margini.
Ecco l'iniezione di fiducia che mi ci voleva dopo Corigliano! :)

lunedì 12 dicembre 2011

Half Marathon della Grecìa Salentina

Da quando ho iniziato a correre questa è la mia quarta mezza maratona "ufficiale"... ed anche il mio primo vero flop! Del resto prima o poi doveva arrivare, no? Ho finito in calando la mezza di Collepasso, ma lì le mie aspettative erano quasi nulle. Stavolta invece confidavo davvero nel PB, la mia speranza era di arrivare alla tanta agognata ora e trenta, ma sarei stato contento anche solo di migliorare il tempo di Pavia. Ed invece... disastro, terminata in 1:34'54'' con ultimi chilometri corsi davvero sui gomiti. Ma andiamo con ordine.
Perché le mie aspettative erano così alte? Prima di tutto sono in un periodo di gran forma a livello generale, svolgo gli allenamenti con fatica sempre minore, riesco a correre le "tapasciate" lombarde a ritmi sempre più veloci (l'ultima volta quasi 11km a 4'11''/km), corro circa 70km a settimana e sento di aver migliorato notevolmente la capacità di recupero. Considerato tutto ciò, migliorare il tempo di Pavia, ottenuto insperatamente nella prima settimana di Ottobre, mi sembrava veramente il minimo.
Le mie aspettative però si sono già abbastanza ridimensionate nel momento in cui sono uscito di casa. Cosa ho trovato? Sole velato dall'umidità, asfalto bagnato e foschia. Avevo paura del vento, ma decisamente non mi aspettavo una giornata così afosa. Nel tragitto verso Corigliano decido che la mia tattica sarà quella di partire cauto e raggiungere i 4'15'' soltanto al 6° o 7°km, quindi avrei dato tutto nel finale.
In partenza ero già molto teso e nervoso, non soltanto per motivi legati alla gara. Scaldandomi mi accorgo che il cuore è decisamente su di giri, in un allungo di 100m sui 4'10'' raggiungo quasi immediatamente i 160bpm. Insomma : c'è qualcosa che non va, e non si può trattare solo del caldo afoso, che pure è diventato decisamente insopportabile.
Infine, si parte. Il primo km è effettivamente lento... anche troppo: 4'48'', ma non per colpa mia, il sovraffollamento mi impedisce di trovare il giusto ritmo. Man mano che la strada si sgombra aumento il passo: 4'22'', 4'26'', ma le gambe sono tutt'altro che sciolte, la corsa è pesante e faticosa, ho già il fiatone. Mi scappa un occhio al cardio e vedo che sono già oltre i 170bpm, dovrei essere sotto di almeno 10bpm. Provo lo stesso a seguire la mia strategia e trovo il giusto ritmo: 4'15'' 4'16'' 4'13''. Ma la fatica è davvero elevata, mi sembra di correre un 10000.
Non ho scelta: rallento e passo al "piano B" - ovviamente inventato sul momento. Correrò a buon ritmo fino al congiungimento con i pace dell'ora e trentacinque. Che aggancerò poco dopo il 10° km. Velocità di crociera sui 4'30'', mi permette di rifiatare e di far "riposare" un po' il cuore. Purtroppo al 15°km commetto la mia ennesima stupidata: i pace, resisi conto di avere quasi un paio di minuti di vantaggio sull'obiettivo, rallentano di colpo ed io mi accodo ad un podista che viaggia sui 4'24'' - 4'22''. Risultato: al 18°km scoppio. Non ho più energie, le gambe sono due pezzi di marmo e riesco comunque a finire la gara entro l'ora e trentacinque solo grazie ad uno dei pace maker che torna indietro a riprendermi e mi accompagna quasi fino al traguardo - gesto che ho apprezzato, ma pur sempre un grosso schiaffo morale.
Ora, a mente lucida, credo di poter elencare, in ordine di importanza, le ragioni che hanno portato a questo flop.
1) Il caldo umido. Amo correre col freddo ed in una settimana sicuramente non mi sono acclimatato alle alte temperature, oltretutto il tasso di umidità era davvero improponibile, molti podisti sono andati ben sopra il loro personale.
2) La tensione ed il nervosismo pre-gara, veramente a livelli impossibili.
3) Dieta. Come ho già detto, sto tenendo basso l'apporto di carboidrati per limare 2-3kg, e magari la ricarica di carbo della giornata di sabato non è bastata a riempire le riserve.
4) Allenamento. Durante la settimana ho fatto solo fondo lento, l'ultimo allenamento qualitativo risale a domenica.
Questo solo per tentare di razionalizzare il tutto, ma il succo è che ieri, semplicemente, "non girava". Una gara no può capitare. Adesso si volta pagina. Sperando di fare bene al Monga domenica prossima ;)

martedì 6 dicembre 2011

Lento "ventoso"

A distanza di 6 mesi, aggiorno nuovamente il blog!
Le cose sono un po' cambiate da allora, l'alimentazione controllata di agosto e settembre mi ha permesso di perdere quasi 10kg, ed i personali su ciascuna distanza sono calati di conseguenza!
Gli obiettivi adesso sono molto più ambiziosi: 40' o meno sui 10000 e 1h30' o meno sui 21097 :)
Sarà difficile ma ce la devo fare!
Il mio programma per la settimana prevede solo fondo lento, almeno fino a domenica dove ho una gara (Half Marathon della Grecìa Salentina) che vorrei provare a tirare al meglio delle mie possibilità.
Vorrei perdere ancora qualche chiletto prima delle feste, in modo da arrivare al peso forma di 69-70kg. Per questo seguirò un'alimentazione controllata per tutta la settimana e farò una piccola ricarica di carbo nella giornata di sabato (sperando che basti!).
Qui in Salento correre è decisamente più impegnativo che a Milano, le temperature elevate (16-18°) unite ad alti tassi di umidità e spesse volte vento sono condizioni a cui non ero più abituato. Ieri ho corso un lento su di un percorso di circa 14.5km... in realtà nei miei lenti ci metto sempre qualche km allegro verso la fine, ma stavolta il forte vento di maestrale (esattamente contrario alla mia traiettoria) ha decisamente frenato la mia progressione! Ultimi km 4'20'' 4'20'' 4'27'' 4'27''
Che rabbia essere bloccati dal vento proprio quando vorresti lasciare andare le gambe! Ma ci dovrò fare l'abitudine.
Tutto sommato sensazioni buone visto anche l'allenamento di qualità di ieri (un 3000 tirato a 3'46'' e 6 ripetute da 300m sui 56'').

http://connect.garmin.com/activity/132821457