Ci sono delle volte in cui ci si lascia trascinare dagli eventi, imposti il pilota automatico, le giornate passano e la vita scorre senza che tu te ne renda veramente conto. Ed è proprio quando ti rendi conto (di non rendertene conto) che capisci sia arrivato il momento di fermarti un attimo, fare un punto con te stesso e togliere polvere laddove ce n'è da togliere... e fu così che decisi di rispolverare il blog dopo due anni e mezzo.
Evitando romanticismi e giri di parole, quello che di certo c'è è che in questi due anni e mezzo, tra alti e bassi, la corsa è rimasta sempre una costante nella mia vita. Non sono arrivato ad ottenere quel 1h19'59'' di cui parlo un paio di post addietro, ma ho comunque ottenuto dei risultati che parlano di uno stato di forma molto vicino a poter chiudere una mezza in quel tempo.
Penso alla Moonlight Half Marathon del maggio 2018, chiusa in 1h21'00'' nonostante i 27 gradi umidi regalatici dal lungomare di Jesolo (anche alle 20:30!).
E penso ancora alla Maratón Valencia, altra gara che porterò sempre nel cuore, per il calore travolgente con cui solo il popolo spagnolo sa accoglierti, accompagnarti per ogni singolo dei 42195 metri del percorso portandoti al nuovo Personal Best.
Prima, nel mentre e durante... molte altre gare, città e Paesi visitati, allenamenti alle 6 del mattino ed alle 9 di sera (con 35° umidi e sotto la neve), tanti bei momenti da ricordare: non credo basterebbero 200 pagine di un libro per raccontare tutto.
Meritevole di citazione la Great North Run del passato 8 settembre, definita come la mezza maratona più "grande" al mondo (e nonostante numeri da capogiro, caratterizzata da un'organizzazione perfetta); seppure passare dai 25° meneghini ai 7° in partenza del nord-est inglese sia stato inizialmente poco... piacevole, già la sola vista del mare al 20° km aveva ripagato tutta la fatica fatta fino a quel momento.
Ora in questa prima metà del 2019 (subito dopo la Maratona di Valencia), complice anche un periodo piuttosto movimentato della mia vita che mi ha portato a perdere un po' di "focus" sulla corsa, è stato abbastanza evidente uno stallo se non addirittura un calo di rendimento. Poco male, non si può esser sempre sulla cresta dell'onda e poi si sa... la costanza e la testa, messe assieme, prima o poi portano ai frutti sperati. Insomma cosa dire... the show must go on.
E visto che non c'è testa se non c'è obiettivo, mi do i primi obiettivi da raggiungere entro luglio 2020:
Maratona in 2h48''
Mezza Maratona in 1h18'59'' (non sarebbe carino ripetersi :-) )
Calendario e gare target da definire, ma intanto iniziamo a mettere i primi mattoncini!
Ogni tanto val sicuramente la pena fermarsi e fare il punto. Rispetto all'ultimo bilancio fatto il 1° ottobre, sono riuscito ad ottenere:
- Personale sui 10km in un percorso non piatto (Corripavia, 09/10/2017, 37'26'')
- Nuova conferma sulla 21.1km a Dalmine, su di un percorso tutt'altro che veloce (Mezza Maratona sul Brembo, 06/01/2017, 1h22'49'')
- 4 cross corsi con risultati altalenanti
- In mezzo, una brutta influenza che mi ha allettato per 10 giorni
- Un nuovo obiettivo: correre la Maratona di Anversa (23/04/2017) mettendoci meno di 3h
Ciò detto, forse val la pena spendere due righe per descrivere la mia ultima esperienza come crossista nella ridente Vimodrone, in un percorso ricavato su di un fazzoletto di terra distante poche decine di metri dal Naviglio della Martesana, che per anni, prima che mi trasferissi in zona sud ovest di Milano, è stato teatro di tanti miei lunghi ed allenamenti di ripetute.
Sveglia alle 7, colazione con latte e fette biscottate ed alle 8 si parte alla volta di Vimodrone. Per una volta la vicinanza geografica del luogo di partenza ci risparmia la classifica levataccia podistica della domenica mattina :)
Il viaggio scorre in compagnia di Alessandro Castelli, mio amico e rivale, come sempre ci si racconta dei programmi e delle ambizioni ed il viaggio scorre via piacevole e veloce.
Si arriva, si incontrano i compagni di squadra, ci si fa due chiacchiere ed alla 9 arriva il momento della partenza dei "diversamente giovani". Con Alessandro, Giuseppe Neutro ed Antonio Gatti, new entry in società con tempi simili ai miei sulla mezza, facciamo una rapida ricognizione del percorso cogliendo l'occasione per incitare le undici michette già in gara. L'identikit è facile: leggera pendenza iniziale, tornante con curva ad S nel mezzo, ritorno al gonfiabile recuperando il dislivello guadagnato all'inizio, curva a gomito e si riparte. Tre giri per un totale di 6km esatti.
Visto il tempo freddino ma riscaldato da un tiepido sole tardo invernale, opto per indossare la sola canotta, scelta che si rivelerà poi azzeccata.
The loneliness of the cross country runner
A cinque minuti dalla partenza, ci posizioniamo dietro al gonfiabile in attesa dello sparo, che in un nonnulla arriva. Rispetto alle altre campestri, l'ampio spazio in partenza consente di trovare subito il proprio spazio senza dover per forza sgomitare per farsi strada. Forse mi lascio un po' trascinare, fatto sta che dopo 200m leggo sul GPS 3'18'', non me n'ero accorto, oggi le gambe sembrano andare (e sottolineo: sembrano....). Alessandro è davanti. Pur essendo stato fermo per infortunio molto tempo, è in netta ripresa e già da appena incontrato avevo percepito da parte sua uno spirito "combattivo". Da parte mia, lo spirito era sicuramente diverso. Al momento ho come obiettivo la maratona di Anversa ed i tanti chilometri che sto correndo in questo periodo sono focalizzati proprio a far bene sulla distanza regina. Ma a vedere Ale lì davanti decido di non poter non provare a fargli quanto meno sentire il fiato sul collo.
Così accelero, passando nel mentre anche Giuseppe; io che passo Giuseppe? Tra me e me penso: "Durante il riscaldamento mi raccontava di aver fatto salite ieri. Sarà partito piano per andare in progressione...". Ed infatti mi avrebbe ripreso di lì a poco, non perché andasse in progressione - lui è stato costante dall'inizio alla fine - ma perché sono andato in regressione io! :)
Poco prima della fine del rettilineo riprendo Alessandro, mi accodo e dopo poco lo lascio dietro; bip del Garmin al primo km, 3'32''... non starò andando troppo veloce? Proviamo a tenere finché le gambe reggono.
Giuseppe mi passa poco prima dell'inizio del tornante, quindi scolliniamo rifacendo il rettilineo iniziale; Alessandro è sempre dietro, me ne accorgo perché i diversi e graditi "Vai Simone!" dei miei compagni di squadra sono seguiti a pochi secondi di distanza da "Vai Alessandro!".
Alla curva a gomito, succede quel che temevo. Io la prendo troppo larga, Ale con una manovra da top mi passa ed inizia ad allontanarsi. Bip del secondo km, 3'39''.
Inizia il secondo giro, decido di lasciare il vantaggio al mio rivale e tiro un po' i remi in barca accodandomi ad un atleta del Team A Lombardia. Rifiato - forse troppo, mi accorgo di esser calato decisamente, al terzo ed al quarto km il GPS segna, rispettivamente, 3'50'' e 3'49''.
Si ripassa dal gonfiabile, ancora incitamenti dai compagni di squadra e via per il terzo ed ultimo giro. Le gambe sono dure ma provo a reggere. Il quinto km risulterà il più lento, 3'55'', non ho più stimoli.
Riepilogo powered by Strava
Passato il tornante rivedo Alessandro più vicino; sarà il caso di provarci? Aumento il passo e torno a vedere ritmi vicini ai 3'40''. Le gambe sembrano rispondere ancora, organicamente e mentalmente sono provato; ho il fiatone, sono completamente solo e decido che forse non vale la pena. Vedo Alessandro arrivare, nonostante l'incitamento ricevuto (forse da Scardicchio) per "attaccarmi al culo" della promessa che mi ha passato negli ultimi 50m non reagisco alla provocazione e lascio quel glorioso secondino di vantaggio. 23'03'' il tempo, 3'46''/km la media finale.
Poco da dire. Una sfida persa, una bella mattinata, un bell'allenamento portato a casa. Adesso sguardo rivolto verso il futuro non perdendo mai di vista quello che è l'obiettivo principale.
Ciao!
Forse in effetti i tempi sono un po' prematuri per parlare di bilanci... In genere è la fine dell'anno il tempo in cui tirare le somme, trarre delle conclusioni e pensare ai next step. Ma ho dalla mia due forti ragioni che mi spingono a tirare le somme ora:
Non scrivo più in questo blog da Maggio 2015, questo vuol dire banalmente che a Dicembre 2015 non ho fatto alcun bilancio :-)
Concilio corsa e lavoro da un anno e poco più
Vittoria de che ?!?! Ma lo sai quanto ti manca?? :-)
Per cui mi faccio forte di questo secondo punto e specifico di quale bilancio si tratta : il bilancio del mio primo anno da runner lavoratore.
Sicuramente non voglio annoiare nessuno con tematiche che esulano decisamente dagli scopi di questo blog, ma il punto è semplicemente questo : passare dalla vita da studente alla vita da lavoratore - con ritmi serrati che quasi sempre sforano, a volte anche di tanto, le canoniche 8 ore - è stato un po' un rompere un equilibrio e doverne ricreare un altro. Sicuramente non sono più "di primo pelo" e 8 anni di vita a Milano sono serviti a fortificare il mio carattere e le mie convinzioni, oltre che la fiducia in me stesso - ciò non toglie che lavorare impone un "bit" in più di autodisciplina se si vogliono portare avanti le proprie passioni.
Molto banalmente, fare 8.45 - 19 (se va bene!) a lavoro, da sommare a circa 45' di spostamento, vuol dire che, se si vuole correre, restano solo due possibilità:
Andare la mattina presto, orario variabile tra le 6 e le 6.30 a seconda del tempo che si vuole restare fuori
Andare la sera dalle 20 in poi con la stanchezza lavorativa sulle spalle
Nel secondo caso, da scartare quindi l'idea di un aperitivo serale post - lavoro... Nel primo caso, idem a meno di non voler passare la giornata successiva dormendo sulla scrivania :)
Tutto questo per dire che quest ultimo è stato un anno "di rodaggio" per me. Non sempre ho avuto la costanza di allenarmi come si deve e spesso e volentieri le mie uscite diventavano allenamenti a sensazione, troppo poco strutturati per essere allenanti per un totale chilometrico che di rado superava i 40 per settimana.
Nonostante ciò, sono riuscito a portare a casa in 1h22'18'' in mezza maratona a fine febbraio, a Salsomaggiore, su un percorso che però ammetto aver trovato un tantino troppo facile, per non dire in discesa :-)
... Ed ora? Dal momento che fissarsi un obiettivo è la "conditio sine qua non" per avere l'autodisciplina di rispettarlo, eccolo qui: alla Stramilano del 19/03/2017 voglio fare 1:19'59''. Un tantinello ambizioso? Forse, ma sarà il mio stimolo nei mesi a venire per alzarmi all'alba ed allenarmi quando so che dopo mi aspetta una lunga giornata di lavoro e per rinunciare ad un aperitivo il mercoledì sera in favore di una bella ed appagante sessione di ripetute.
In tutto questo chiaramente è sì fondamentale non perdere di vista la cima e neanche quanti gradini devi ancora scalare per raggiungerla, ma nemmeno quanti gradini hai già scalato e con quanto sudore! Mettiamola così: non mi sento arrivato, al contempo però mi godo il viaggio e la felicità per quanto nel mio piccolo e con tanti sacrifici sono già riuscito a raggiungere.
Ciao!
Dopo innumerevoli mesi passati ad allenarmi discontinuamente, quasi sempre in solitaria, si ritorna alle gare e lo si fa con quello che è ormai per la mia squadra un appuntamento fisso nel panorama podistico del milanese : la 24x1h di Zeloforamagno. Gara in cui andiamo quasi sempre a podio, grazie ad un team "La Michetta A" composto quasi interamente da atleti da 14 - 15 chilometri all'ora.
Allenamento specifico di questi mesi... meno di zero! Niente ripetute, niente fondi medi, qualche lungo a sensazione se ne avevo voglia. Ciò nonostante ho lavorato moltissimo sull'aspetto psicologico, che spesso i podisti amatoriali tendono a trascurare. Il libro "Resisto dunque sono" di Pietro Trabucchi è stato illuminante in questo... per raggiungere certi risultati la resilienza è una qualità fondamentale da sviluppare, gestire l'emotività è un altro punto chiave, bisogna riuscire a tollerare livelli di fatica più alti rispetto a quelli cui siamo abituati ed essere costanti ed inamovibili nel perseguire i propri obiettivi, senza trovare scuse.
Condotta di gara, per una volta, regolarissima
Nei miei allenamenti di questi ultimi tempi il mio obiettivo primario è stato appunto quello di migliorare questa "mental toughness", quasi nessun fondo lento ma ogni volta cercare di uscire un po' dalla zona di confort, provare un po' di sana fatica, gestire livelli di stress elevato anche senza la compagnia di un atleta che mi tira, automotivarmi costantemente senza un obiettivo a breve termine - la famosa forza di volontà anevrotica di cui parla Albanesi.
Devo dire che un po' è servito.
Per questa 24x1h non sapevo bene cosa aspettarmi, sapevo di potere dare un bel contributo alla squadra visto che negli ultimi tempi andavo a 4'15'' con la sensazione di passeggiare.
E' anche vero però che per fare certi risultati ci vuole un certo training specifico che a me mancava. Ed è anche vero che correre dalle 15 alle 16 in pista con 27° all'ombra non è un'esperienza piacevole, specie se si tratta del primo caldo.
Sulla gara in sè ho poco da raccontare. Partito e via, cercando di tenere uno sforzo abbastanza elevato ma costante dall'inizio alla fine, un ritmo vicino ai 4' mi sembrava il più corretto. Distanza effettiva percorsa 14829 m (grazie Nicola), primo della batteria, date condizioni ambientali ed attuale condizione di forma lo considero un risultato più che soddisfacente.
Adesso per un po' proseguirò sulla stessa lunghezza d'onda ma iniziando a buttar dentro qualche garetta corta che vien bene per alzare un po' la soglia, poi penserò ad una bella mezza autunnale per avvicinarmi una volta per tutte a questo benedetto muro dell'ora e 20.
Ciao :-)
E poi boh, ci sono momenti in cui ti senti un po' Forrest Gump ti ci senti...
Rispolvero il blog, e lo faccio in occasione di un evento particolare: tra 9 giorni mi laureo. "E sticazzi", direte voi?
Va bene, il mio è un blog nato e cresciuto come un contenitore di racconti di corsa. Un amore, quello per la corsa, nato un po' per caso... da che l'impatto con il difficile mondo universitario, con la difficile città di Milano mi avevano fatto assumere abitudini di vita ed alimentari poco equilibrate, portandomi a mettere su chili, a quella "provvidenziale" Stramilano 2010, corsa praticamente per gioco, che però mi aveva fatto entrare in vibrazione alcune corde che prima erano nascoste. Cos'è tutta queste gente che corre, col freddo e la pioggia? Perché calpestare i piedi nel fango mi diverte come avessi ancora cinque anni? Perché, nonostante da metà gara abbia sofferto come un cane, in piena solitudine, arrivo alla fine e mi sento stranamente, inspiegabilmente - stupidamente - felice?
Il tarlo mi si insinua in testa, e via con la frequentazione di pagine "strane", sento parlare del test del moribondo, mi inizio ad allenare senza vera scientificità, ma il fatto di sentirmi progredire, di riuscire a correre distanze sempre più lunghe, sempre più velocemente, con sempre meno fatica, mi esalta. Mi iscrivo ad un club sportivo, entro in contatto con altre persone che hanno la mia stessa passione - persone fantastiche, ne avessi conosciuta una che fosse antipatica! - , nell'estate del 2011 decido di perdere seriamente peso... ci riesco, ed i tempi migliorano di conseguenza, ci credo. Tutto un crescendo, fino al giorno della mia laurea triennale, che era stato preceduto - indovinate un po'? - dal mio personale sulla mezza maratona, 1h 28 alto a Treviglio il giorno prima. Due grossi obiettivi raggiunti in un colpo solo. scendere sotto l'ora e trenta in mezza - obiettivo nella corsa - e conseguire la laurea triennale in ingegneria - obiettivo di vita.
E' qui che volevo arrivare. L'ho già scritto nel blog, è un esempio che spesso utilizzo nelle mie conversazioni reali, lo so, sono ripetitivo e noioso, ma in qualche modo devo sempre finire nel dire che la corsa è una scuola di vita. :)
A 19 anni sono venuto a vivere a Milano, senza conoscere nessuno. Quando si è così giovani ancora non si ha la più misera idea di cosa sia veramente la vita. No, proprio meno di zero. Ti vuoi mangiare il mondo, senti di poter fare tutto ciò che vuoi, che i sogni siano lì ad un palmo di naso, basta impegnarsi e non saranno più sogni ma realtà tangibili.
E poi gli anni passano e capisci che non è proprio come ti immaginavi. Capisci che molte volte nei tuoi sogni ci credi solo tu, capisci quanto sia difficile ottenere la fiducia degli altri, capisci che molti
Si, sono anche arrivato a correre una mezza di allenamento, da solo, sotto la pioggia battente. SPQRS -> Sono Pazzi Questi Runners!
rimarranno tali - nient'altro che sogni. Cos'è il primo sentimento che provi? Per quanto tu possa mentire a te stesso ed agli altri, è frustrazione.
Ora... la passione, l'amore per la corsa da quel marzo del 2010 non è mai venuto meno e si, mi ha insegnato tanto, veramente tanto, non so se senza quell'inaspettato colpo di fulmine sarei arrivato dove sono riuscito ad arrivare. Mi ha insegnato a pormi obiettivi, e non sogni - qui cito il tanto criticato Albanesi che per quanto estremista possa essere, ha molte idee che condivido. Obiettivi che siano raggiungibili, stimolanti e difficili, si, ma alla mia portata. Mi ha insegnato a lottare per raggiungere questi obiettivi, tirare fuori gli attributi e combattere finché ancora un briciolo di forza ti rimane. Un mio caro amico e compagno di squadra mi ripeteva più volte che "una gara non è una vera gara se non la finisci con la bava alla bocca"... è un'immagine molto forte ma rende l'idea. Mi ha insegnato a trovare le forze solo dentro di me, a non voler mai dimostrare qualcosa agli altri, l'unico a cui devo dimostrare di valere qualcosa è me stesso. E sono io a doverci continuare a credere: perché qualcuno dovrebbe farlo al posto mio? Ci saranno sempre persone che tenteranno di screditarti, è lì la domanda che devi farti è : questa persona ha qualcosa in più rispetto a me? Se no, come succede nel 99% dei casi beh, nulla di che preoccuparsi. E' solo invidia, un sentimento che sarebbe così utile se si concretasse in uno spirito di emulazione, che è invece così spregevole se si tramuta in volontà di distruggere la vita di chi è felice. E se anche questa persona che ti critica dovesse avere più valore di te - ed anche qui si aprirebbe un dibattito, come quantificare il valore di una persona? - ottimo! Magari c'è davvero qualcosa che sbagli, magari puoi correggere qualcosa di te che non va bene. E gli incidenti di percorso? Ci devono essere, è condizione necessaria per il miglioramento personale. Chi è forte non è forte perché gli viene tutto facile, è forte perché da ogni caduta sa rialzarsi più forte e tenace di prima.
Si, questa rende ancora meglio. :)
Mi si continuano a dare meno anni di quelli che ho, ma il quarto di secolo oramai l'ho passato e quello della laurea magistrale lo vedo un po' come l'evento che sancisce il passaggio definitivo all'età "adulta". Sono sparito in questi mesi dai miei amici corridori e me ne dispiaccio, tenterò di farmi perdonare in qualche modo. Sono stati comunque mesi importanti per me, in cui sento di essere cresciuto molto a livello umano. Sto per raggiungere un altro grosso obiettivo di vita che mi ero posto. E dopo... ? Ancora non ho un'idea ben chiara di quale che sarà il mio futuro, ce ne saranno altri per cui lottare, troverò aizzati davanti a me altri muri che sembreranno invalicabili. Ma oramai, sento di avere tutti i mezzi per affrontarli e sradicarne le fondamenta, per quanto impossibile potrà sembrare all'inizio.
Così termino un post che è un memorandum per me stesso e, se qualcuno è arrivato a leggerlo fino in fondo, lo ringrazio, se posso condividere la mia visione di vita lo faccio con estremo piacere.
Ma... la corsa? L'ultima gara risale ormai ad agosto, ma vista questa lunghissima... "premessa"... se avete capito il mio modo di pensare avrete anche capito che in ogni caso non ho certo smesso di allenarmi. ;) Senza fare ripetute nè allenamenti mirati - non aveva senso vista la mancanza di obiettivi
a breve termine - ma con delle corsette belle impegnate, per un totale di 3/4 volte a settimana. Per voler quantificare, 12 - 14 km ad uscita ad un ritmo medio per km compreso tra i 4'05'' ed i 4'18'', comunque difficilmente più lento di 4'20''. Anche il peso è quello giusto per me, attorno ai 70 kg. Le sensazioni sono quindi ottime e credo che al riprendere gli allenamenti di qualità possa fare un bel progresso. Tradotto in soldoni: iniziate a tremare! :P
Tanto per restare in tema, vi saluto con un live del Boss che a me fa venire i brividi :)
Como llevo dos
meses en Zaragoza, ya ha llegado el tiempo de contar algo sobre mi experiencia…
… o almeno, raccontare la mia esperienza come corridore in
terra spagnola! Tante
cose ci sarebbero da dire ma, non avendo decisamente l’intenzione di annoiarvi,
passo subito a quel che vi interessa. Ho tanti difetti, ma una qualità che mi riconosco
è quella di sapermi adattare un po’ dovunque. Detto ciò, trasferirmi in un
altro Paese per studiare, anche se solo per pochi mesi – o magari per un po’ di
tempo in più, questo ancora non lo so – poteva voler dire fare un passo più
lungo della gamba… per lo meno c’era un ostacolo che sembrava insormontabile: la
lingua.
Però noi runners abbiamo un asso nella manica: all’occorrenza
sfoderiamo le nostre scarpette da running, usciamo fuori a correre e come per
magia i nostri problemi sembrano sparire. Mi direte, e questo cosa c’entra con
la lingua? Beh, correre vuol dire anche
immergersi nell’ambiente dei corridori, che è sempre così… magico, appunto! Non
mi ci è voluto molto per conoscere un gruppo di runners locali, per fare
amicizia con persone semplici, simpatiche e alla mano ed in men che non si dica
ecco che sono quasi parte integrante de “el atletismo aragonés”. E, guarda un
po’, dopo due mesi parlo lo spagnolo non come un madrelingua – e ci mancherebbe
altro - , ma sicuramente ad un livello sufficientemente buono da riuscire ad
integrarmi bene un po’ dovunque.
Alla Media Maratón, dietro la lepre dell'ora e 24. Che ho salutato al 13°... :(
In questo, costruirmi una vita al di fuori dell’università –
una vita sportiva – ha aiutato, eccome se ha aiutato! Ed ecco che il lunedì ed
il mercoledì, immancabilmente, si va al “Parque Grande” alle 20.30 per fare le
ripetute in gruppo. Ecco che nel fine settimana si va in giro a correre “carreras
populares”, oppure ci si ritrova tutti insieme in un “pueblo” nei dintorni di
Zgz per un allenamento di gruppo e si approfitta per fare un “trote de monte”,
con “subidas y bajadas” che non si trovano così facilmente nella città (in
effetti a Zaragoza si corre quasi ovunque in piano, proprio come nel capoluogo
lombardo).
Senza dubbio sono stato fortunato, non lo pongo in dubbio,
ma ho trovato un ambiente veramente squisito e, di questo mi sono sorpreso
molto, ricco di giovani! Di ragazzi come me, di venti e poco più anni, se ne
vedono a bizzeffe a correre anche le lunghe distanze, qui nessuno mi ha mai mai
detto: “cavolo , così giovane e già corri le maratone”. Il perché non lo so, c’è
anche da dire che qui le corse iniziano tutte molto più tardi e ci si può
andare senza “madrugar” la domenica. E’ la cultura spagnola, con tutto ciò che
di buono e meno buono si porta dietro!
In generale, si dà molta più importanza ad aspetti che noi italiani tendiamo a trascurare. Di cosa parlo? Tecnica di corsa
in primis! Qui non esiste il riscaldarsi sommariamente e l’iniziare le ripetute
quasi a freddo: si fa un “trote de calentamiento” di 30’, 5’ di stretching, 15’
di tecnica di corsa, 5 allunghi e solo allora si parte con l’allenamento vero e
proprio. In secondo luogo, il potenziamento, come? Con in pesi in palestra se
ce l’hai a disposizione, sennò con le ripetute in salita.
Añón, splendida località a un 100 km da Zgz
Vi ho detto un po’ come girano le cose qui in Spagna ( o per
lo meno, in Aragona). Passiamo a me! Sono riuscito a migliorare i miei tempi? Nonostante mi stia allenando piuttosto
bene, no! Eppure continuo ad essere abbastanza soddisfatto della mia ora e
venticinque e rotti alla Media Maratón de Zaragoza, continuo ad essere
soddisfatto del mio trentotto e trentacinque alla 10k per il semplice fatto
che, viste le condizioni climatiche che mi si son parate davanti – “el cierzo”
la prima volta, un “puto calor” la seconda – mi sembrano tempi più che
dignitosi. L’unica cosa che ora come ora posso sperare è di tenere botta fino
al prossimo autunno, per raccogliere qualche buon frutto.
Detto questo, per quanto – come detto prima – mi riconosca
un ottimo spirito di adattamento, il mio cuore non si è spostato dall’Italia e
dal mio gruppo sportivo, “La Michetta”, che praticamente mi ha visto crescere.
Oddio, crescere forse non è la parola più adatta, visto che mi presentai la
prima volta in via Ponte Nuovo con circa 15 kg in più sul groppone rispetto ad ora!
Come al solito i mesi di gennaio / febbraio sono stati altamente critici, questo forse ancor più di altri anni! Sono oramai al termine della mia carriera da studente universitario e gli ultimi esami mi hanno dato decisamente filo da torcere. E così dopo un periodo di successi continui, ininterrotta crescita atletica, garette sempre ben riuscite, inevitabilmente, è iniziato un lento declino...
Inizialmente non voluto: una brutta forma di influenza intestinale mi ha costretto a letto una settimana e quella che, a Verona, poteva essere l'occasione di dimostrare di essere ormai vicino all'ora e 20 sui 21 si è invece rivelato un'altra deludente - ma viste le circostanze, miracolosa - ora e 25 e spicci. E dopo? Due settimane di fermo totale in cui sono sono stato costretto a vivere solo ed esclusivamente in funzione dell'università. Chi mi legge e studia / abbia studiato da ingegnere può avere idea di cosa abbia passato...
Ed ora? Sono ormai alla seconda settimana di ripresa, la forma è lontana anni luce dal picco di quest'inverno ma... si molla? MAI! Ormai il "trucco" l'ho capito, sempre guardare sul lungo termine, anche se impegni / crisi esistenziali / infortuni mi costringono a stop prolungati so già che, dopo un periodo in cui mi sembra di correre come un lottatore di sumo in pensione, torno poi più forte di prima.
Ed allora, a fatica, riprendiamo. Visto che occorre avere chiari gli obiettivi in testa nel momento in cui ci si allena, mettiamo i puntini sulle i: per ora la priorità è riprendere una gamba decente (mi do' altre due settimane al massimo), quindi mi focalizzerò sulla preparazione della Media Maratón de Zaragoza dell'11 maggio. Ah perché già, dimenticavo, il 3 aprile partirò per Saragozza e ci resterò fino a fine luglio! ;)
Riporto gli allenamenti delle ultime due settimane:
17/03 Corsa lenta con variazioni (11 km @4'34'')
18/03 Corsa lenta con ultimo km in progressione (11.5km @4'37'')
19/03 Fondo progressivo (11 km @4'28'', ultimi 500m sotto i 3'40'')
21/03 10x200m in allungo in pista
22/03 Fondo lungo lento (19 km @4'45'')
23/03 Fondo lento di scarico (7km @4'35'', ultimo km in progressione)
Tot. settimana : 70 km (stanco, non ero più abituato!)
24/03 Potenziamento in palestra + 2 km su tappeto in progressione
25/03 Fondo lento (11 km @4'38'')
26/03 Fondo lento rigenerante (11 km @4'52), stanchissimo!
27/03 Riposo
28/03 Fondo lento (11km @4'20'') + 3x100m + 1x200m
Ho ripreso un po' col botto ma per esperienza so che, così facendo, dopo un'iniziale calo fisiologico (vedi allenamenti di questo inizio settimana) riprendo subito una gamba discreta, ed infatti nel fondo lento di stamattina ho tenuto un ritmo più veloce del solito con pochissima fatica. Bene!
Mi sono inoltre imposto di effettuare sempre qualche esercizio di tecnica al termine della corsa lenta (skip, calciata dietro, molleggi sui polpacci) e di dedicare almeno una seduta fissa al potenziamento. In effetti già oggi mi sembrava di avere una corsa meno "pesante" e più fluida, potrebbe essere solo una sensazione, ne parleremo meglio tra qualche mese!
Un saluto e buone corse a tutti!
Altro giro, altra corsa. La fase di crescita continua, sto facendo tanti km ma senza trascurare la qualità, il freddo tiene basso il cuore e consente di esprimere il massimo delle proprie potenzialità, il peso, da sempre il mio "tallone d'Achille", è attualmente in fase di ribasso.
Al traguardo di Zelo
Sul 10000 di domenica scorsa non ho molto da raccontare. Non è (per ora) un tipo di gara che apprezzo tanto, lo percepisco come uno sforzo di alta intensità prolungato per un arco troppo lungo di tempo, paradossalmente riesco a sopportare molto meglio uno sforzo di oltre 80' sempre in soglia come quello della mezza. Però pian piano sto imparando a soffrire anche lì ed a dosare bene lo sforzo. Un fondista da lunghe distanze come me non riesce ancora bene a concepire una fatica troppo intensa ma lavorerò anche su questo punto. Il crono recita comunque 37'41'' su un percorso che, in tutta onestà, posso considerare di 9.9 km per una media globale di 3'48''/km, che va bene, è il tempo che potevo fare in base al mio PB sulla mezza.
Adesso almeno fino a fine gennaio basta con le lunghe distanze, mia intenzione è quella di sfruttare le 4 campestri di qui fino al 9 febbraio come forma di potenziamento. Per il resto i km non mancheranno (a costo di dover correre con -3 / -4 °C alle 6.30 del mattino!), sempre fatti su percorsi un po' mossi per spezzare la monotonia (la collinetta del Parco Lambro ormai è sempre lì che aspetta il mio passaggio...), così come non mancheranno le ripetute brevi e medie e dei bei lunghetti sfruttando le tapasciate in Brianza che solitamente presentano dislivelli un po' più "seri" rispetto a quello della montagnetta del Lambro.
In questo periodo mi alleno sempre da solo e ringrazio chi mi segue e mi incoraggia, ogni consiglio/commento/critica è sempre ben accetto.
Ciao!! :-)
Pioggia inaspettata di complimenti per la prestazione di domenica! Che ho ricevuto e corrisposto con gran piacere ma ciò non toglie il fatto che, prima e dopo domenica, ero e sono rimasto una pippa! :P Una pippa che però, ogni tanto, ha voglia di mettersi sotto con gli allenamenti e qualche miglioramento bene o male lo ottiene.
Periodo di gare questo e così neanche domenica prossima ho tempo di rilassarmi ma dovrò correre un 10000 a Zeloforamagno, frazione di Peschiera Borromeo, paesino appena fuori Milano. Ovviamente con un pettorale addosso piano non si può andare ;) E l'obiettivo resta, inutile dirlo, il personale sulla distanza! Visto il tempo realizzato ieri non dovrebbe essere un grosso problema, secondo Mcmillan dovrei riuscire a correre una 10km a 3'47'' per chiudere in 38' circa, prestazione credo più che fattibile.
Ora, resta il problema di come gestire gli allenamenti "feriali" tra una gara e l'altra. Sono a Nardò fino a sabato, posso allenarmi quando meglio credo ed in condizioni sicuramente di maggior freschezza rispetto alle corse all'alba milanesi ma devo far conto con le insidie del maltempo (in questo momento sul Salento si stanno abbattendo violenti nubifragi).
Ieri, nonostante il poco sonno sentivo le gambe anche cariche di "energia potenziale", vogliose di muoversi e così anziché correre un "lento rigenerante" come si dovrebbe fare il giorno dopo una mezza tirata quel che faccio è un allenamento a sensazione, correndo il primo km in 5 minuti, l'ultimo in 3'51'', per una media globale di 4'17''/km con 158 bpm medi (quindi comunque un fondo lento o qualcosina di più). Bene, vuol dire che la forma è migliorata!
Oggi, se e quando il tempo lo consentirà, vorrei uscire per un 12-13km davvero rigeranti. Per il resto questo è il mio programma, scaletta che ho all'incirca seguito già nella settimana prima della mezza:
Mercoledì rip. 5-6x1000 rec 1'30'' in souplesse (poco sotto il ritmo gara)
Giovedì fondo lento rigenerante/ riposo
Venerdì fondo lento in leggera progressione
Sabato risc. 30' + all 10x100m
Domenica GARA!!
Sempre se i capricci del tempo salentino mi consentiranno di rispettarlo. Si accettano consigli! ;)
6.15 del mattino. Uscire dal tepore delle lenzuola, tra le fessure delle serrande non filtra il benché minimo raggio di luce, è ancora buio pesto fuori. Caffè, sosta al bagno, vestizione, GPS al polso, una voce dentro la testa grida ..."ma chi te lo fa fare???" quando all'atto di spalancare la porta d'ingresso ti assale l'aria tagliente di una gelida mattinata invernale. Ma inizi a correre e zittisci quella voce, senti che le gambe vanno, corri nel silenzio di una Milano ancora dormiente, mentre i pochi passanti ti guardano straniti. E quando la nebbia del Parco ti accoglie ti sembra di sognare ancora, ma non ti spiace, tutt'altro, non vorresti mai svegliarti e tornare all'incubo della vita quotidiana. Sono sensazioni come queste che ti fanno andare avanti, ti fanno fare il sacrificio di puntare la sveglia ad ora antelucana e violentare il fisico mentre potresti bellamente startene a dormire. Sensazioni quindi sì, ma anche razionalità. Razionalità nel capire che, ok, il tuo sport ti piace, devi dargli il suo angolino in mezzo ai mille impegni della vita quotidiana, è quello il tuo momento, l'alba. Non sempre proverai sensazioni così belle, ci saranno sicuramente allenamenti pesanti e poco gratificanti, ma devi ricordarti perché vai avanti ad allenarti, è la tua passione, ti può dare tanto ma solo se tu dai altrettanto (e anche di più). Senz'altro in certi momenti ti verrà la tentazione di mollare ma non mandare tutto all'aria, se proprio fisico e testa lo richiedono stacca un attimo e pensa ed altro (è del tutto fisiologico!) ma non buttare al vento mesi di sacrifici, ricordati che chi è disposto a buttar l'anima in ciò in cui crede viene sempre ripagato, prima o poi. Questo post vuole solo essere un "memorandum", credo di aver trovato finalmente un mio equilibrio, ho dato allo sport che amo la collocazione che merita, non toglie tempo a ciò che ha priorità più elevata, certo devo far delle rinunce ma sono sempre rinunce fatte con piacere e mai sacrifici. Inutile mettersi a parlare di allenamenti ora, se una cosa c'è che ho imparato è che se c'è la testa le gambe vengono di conseguenza, dopo lo stop ho ripreso ad allenarmi bene e la forma migliora settimana dopo settimana. Un primo banco di prova sarà la Alpin Cup, mezza maratona da correre nel Parco Nord di Milano, abbastanza veloce tranne per 4 cavalcavia, questa domenica 17. Nessuna pretesa se non quella di ... andare forte :)
Prima tappa andata, sensazioni ottime, bel percorso neanche particolarmente difficile salvo per due km boschivi, inoltre partire al calar del sole ha fatto patire meno la calura estiva. Al risveglio del mattino seguente le sensazioni sembrano essere ancora positive, gambe per nulla provate, voglia di correre ancora ad alti livelli ma… Si sa che ci vuole un po’ di tempo perché i dolori vengano fuori ed infatti, quando a neanche 24h ci tocca ripetere la fatica la stanchezza inizia a farsi sentire, in fondo il giorno prima ho corso ad un passo da personale sui 10 km! La temperatura oltre i 30° ed il sole preso al mattino del resto non aiutano ed al riscaldamento le sensazioni sono pessime, mi sembra di essere legato e col motore fuori giri… ottimo! Ma non stiamo a lamentarci, siamo qui e ci tocca faticare, finché qualcosa rimane bisogna continuare a darla! E si parte. La partenza è sempre veloce ma neanche troppo, il gruppetto dei primi è lì davanti. Al primo km le gambe sembrano girare e do’ loro ascolto. Azzardo? Vedremo... Un primo giro attorno la piazza e ci si addentra in stradine di campagna. Lap 3’49’’. Sole ancora alto nel cielo, rettilinei su strade di campagna prive di qualsivoglia vegetazione e soprattutto un fastidioso vento di maestrale che soffia esattamente contrario alla marcia dei podisti. Cerco di accodarmi a qualcuno ma nessuno ha il passo giusto… finalmente trovo un gruppetto che gira costante sui 3’50’’ e mi metto dietro per ripararmi dal vento, ad occhio sarò poco dopo le prime 10 posizioni, la testa dalla gara subito dopo i due primi due "volati via” è comunque lì davanti. Lap 3’52’’. Il gruppo inizia a sgretolarsi, e dai cinque che eravamo gradualmente rimaniamo in due, io ed un podista in canotta rossa. Lo sforzo che sosteniamo sembra essere molto simile così ci alterniamo a tirare circa 300m ciascuno per ripararci dal vento. Terzo lap 4’03’’, non mi sembrava di aver rallentato ma la stanchezza accumulata inizia a pesare. Continua il tira e molla ed il quarto km lo chiudiamo insieme in 3’59’’… tutto sommato stiamo facendo una bella gara viste anche le condizioni climatiche, i primi sono ancora lì davanti. Dopo il quinto km però il percorso cambia… cambio di direzione, il vento diventa trasversale e da’ meno fastidio ma la strada inizia, lentamente ma inesorabilmente, a salire… preso dallo sconforto di dover fare altri tre km e … boh? (dicono 200m, ma so che non c’è da fidarsi) lascio andare canotta rossa e corro da solo. Bel pezzo di sterrato, bella mazzata sulle gambe, la discesa successiva permette di recuperare un po’ ma la testa è andata. 4’09’’ il sesto lap, cerchiamo di portarci in condizioni decenti all’arrivo. Nonostante il mio calo vedo ancora canotta rossa, la pendenza anziché diventare più dolce è sempre più ripida con pochi pezzi in piano per recuperare, non sento nessuno avvicinarsi, in pratica gareggio da solo ed il ritmo cala ancora fino all’8° 4’14’’. Siamo entrati in città ma di cambiare passo non se ne parla… zero stimoli! Il GPS segna 8.2 km mentre entriamo nel castello da dietro, subito dopo pezzo in discesa e curva a 180° da gara di corsa campestre, ancora nessuna intenzione di cambiare passo e transito sotto il gonfiabile dell’arrivo in 34’40’’ in 16° posizione. Gli ultimi km sono stati tutti un “ma chi me la fa fare”, “e chi se le fa altre tre gare così”, “ma io mi ritiro”… uno sguardo alle facce dei podisti arrivati prima e dopo di me, quattro chiacchiere, un occhio alle classifiche e già si pensa alla prossima tappa. A domani per l'aggiornamento
SI parte! Chi conosce i luohi dell'entroterra salentino sa che questi possono celare diverse invidie, i piattoni padani sono solo un ricordo, qui i saliscendi sono ordinaria amministrazione. Gestire bene lo sforzo diventa complicato senza conoscere bene il tracciato, credo di avere sviluppato una buona capacità di recupero ma la bravura in questo tipo di competizione sta nel non dare il massimo ogni volta. I corridori che interpreteranno meglio la gara penso saranno quelli che riusciranno a dare ogni volta non il 100%, ma l'80 85%, in modo da arrivare relativamente "freschi" all'ultima tappa dove finalmente spingere e dar tutto! Oltre a ciò c'è da tenere in conto il fattore climatico: in Salento ancora oggi abbiamo avuto quasi 35° di temperatura massima e con questa calura le energie spese sono molto maggiori con conseguenti difficoltà nel recupero. Insomma, una bella sfida, vediamo cosa riusciamo a fare! Ed ecco oggi la prima tappa: 8km tra Palmariggi e Muro Leccese... o meglio, quelli che dovevano essere 8km si sono poi rivelati 9.7km. E' la prima volta che si tiene un evento del genere e l'organizzazione è alquanto "casereccia" e l'orario di partenza previsto per le 18.30 slitta poi quasi alle 19. Meglio, al calar del sole si correrà meglio! E così, tra chiacchiere e scherzi in un'atmosfera alquanto conviviale... si parte. Mi impongo di tenermi calmo, su uno sforzo di poco superiore a quello di un medio, ma una discesona poco dopo la partenza consente di lasciar girare le gambe ed il km lo chiudo a 3'48''. Sarà troppo veloce? Il secondo km in leggera salita lo chiudo in 3'57'', il successivo in piano in 3'54''. Lo sforzo è basso, le gambe sembrano proprio girar bene, faccio gara da solo, ho davanti a me un 30-40m un podista in maglia nera che pare abbia il mio stesso passo, bene teniamolo lì e vediamo cosa succede dopo. 4°km , si entra in un bosco, sembra il tracciato di una campestre! Corro a sensazione, non guardo più il GPS, la respirazione inizia ad essere impegnata ma tutt'altro che affannosa...nonostante il cambio di terreno il km lo chiudo in 3'52''. Altri due km privi di difficoltà, con solo qualche curva, in leggero dislivello negativo, chiusi in 3'48'' e 3'53''. Avevo le gambe legate all'inizio ma a quanto pare sono piuttosto in forma! Ora però arriva il difficile, con l'avvicinarsi a Muro Leccese la pendenza cambia e tra falsopiano positivo e qualche strappetto perdo qualcosa e l'8 ed il 9 li chiudo rispettivamente in 3'55'' e 4'02''. Nonostante ciò nel frattempo supero dapprima maglietta nera, poi due altri podisti evidentemente partiti troppo forte. Siamo ormai al 9, mi accorgo che se fossero 10 precisi sarei da PB (e ci credo, non ho ancora un personale "come si deve" sui 10000! ) ma comunque lascio andare le gambe senza forzare, la gara è appena iniziata. In realtà sento dei passi sempre più vicini ma non me ne preoccupo, a 200m dalla fine il mio "avversario" sprinta ma non reagisco e lo lascio andare. La gara è appena cominciata Sensazioni finali molto buone e crono finale di buon auspicio in vista di un prossimo 10000 col fresco!
Sperando di non aver bisogno dell'ambulanza dietro di me... :P
Finito un ciclo, se ne riapre uno nuovo!
Un lungo silenzio, dovuto semplicemente all'assenza di qualcosa da raccontare. La corsa è testa prima di tutto ed io la testa l'avevo persa già da un po', in realtà già da prima di correre i fatidici quarantadue! Chi mi ha visto quel periodo non credo abbia faticato ad accorgersene e basta dare un occhio alle foto scattate in gara per accorgersene: ero decisamente più "pienotto" rispetto l'anno scorso ... ! Il fatto di aver limato oltre 10 minuti nonostante un clima "meno favorevole" (non c'è nulla da fare, almeno sulle lunghe distanze preferisco il freddo e la pioggia al tepore primaverile) e di aver chiuso in un tempo tutto sommato decente facendo anche un bel negative split, è stato sì un'iniezione di fiducia, ma non tale da farmi recuperare la passione con cui mi allenavo in tempo, e gli altri mesi fino a luglio sono andati avanti così... un po' di palestra, qualche fondo lento ogni tanto, gare poche e in quelle poche ho realizzato prestazioni deludenti (per usare un eufemismo).
Agosto torno in Salento, e decido che la musica deve cambiare... rileggendo le righe che io stesso ho scritto qualche mese fa la voglia di allenarsi e far di nuovo bene è tornata... semplicemente ho ricordato che val bene la pena di far sacrifici, allenarsi anche in giornate no per sentire poi finalmente le gambe girare, andare senza faticare, vedere i volti sorpresi dei tuoi compagni di squadra quando si accorgono che stai bene, ma davvero bene.
Certe sensazioni volevo tornare a provarle! E se una cosa c'è che mi ha insegnato l'esperienza di quest'anno è che provare una tale facilità di corsa dipende da due fattori:
1) Allenamento
2) Peso
Ora, pianificazione prima di tutto.
Sul 2... dopo un po' di allenamenti e controllo dell'alimentazione mi sono riportato ad un peso che oscilla fra i 72 ed i 73 kg. Ancora troppo per correre al massimo potenziale! Ma non sono magro di costituzione, quest'inverno rimanevo sotto i 70 kg a costo di grandi sacrifici che, almeno adesso che sono "in ferie" a casa, non ho voglia di sostenere.
Sul 1° punto, se anche non sono in peso forma, un allenamento ben strutturato e tarato su di me mi fa comunque migliorare tanto. Mi sono accorto che per tornare in forma in breve tempo la formula è semplice: buon volume di chilometri e due lavori di qualità a settimana. Correre i fondi lenti su percorsi collinari e/o su tracciati offroad, sostenere lavori di ripetute brevi per migliorare la velocità di base (aspetto su cui sono estremamente carente): ma non è ancora un lavoro a 360°, devo curare di più aspetti come la forza e la tecnica che troppo spesso tendo a trascurare.
Sul peso sono consapevole del fatto che non può scendere più di tanto con i soli allenamenti, per quello ... ci vuole una dieta ;) Ma ora come ora voglio spendere il 100% delle energie sulla strada e per un'alimentazione ipocalorica se ne parlerà più avanti.
Quel che mi fa piacere è che le belle sensazioni, con l'arrivo di un clima leggermente meno caldo e più secco, stanno tornando ed in particolare l'altro ieri, durante unfartlek 400m rec. 200m di CL (http://connect.garmin.com/activity/360425177) con l'ottima compagnia di Andrea, che ultimamente ha realizzato dei bei progressi portandosi ad un RG di 3'34''-3'35''/km ho percepito delle belle sensazioni, sensazioni di forma confermate anche dal dato cardio e dalla corsa della mattina seguente, un fondo lento in cui nuovamente ho percepito sensazioni di "corsetta" a 4'30''/km, proprio come nel periodo invernale, quando però le temperature erano molto più rigide!
Insomma, se le impressioni sono quelle giuste e se continuo ad allenarmi con criterio, potrei nuovamente riscrivere i personali su 10000 e 21km durante l'autunno. Sta di fatto che sui 10k non ho ancora un personale decente!
Ma pensiamo all'immediato: da domani partirà una gara a tappe che coinvolge diversi comuni dell'entroterra salentino, cinque gare in sette giorni... una novità totale per me! Come gestirla? Non si può sicuramente dare il massimo ogni volta, del resto con un pettorale addosso è difficile trattenere la "cattiveria agonistica"... se ne riparlerà tra qualche giorno ;)
A presto!
La Maratona è la Maratona, non ce n'è... con lei non si scherza, bisogna trattarla con rispetto ma se la prendi per il verso giusto regala sempre grosse soddisfazioni.
Una vera e propria preparazione non c'è stata ma fino a pochi giorni fa (diciamo fino a prima di Pasqua) ero fiducioso sia per il risultato ottenuto alla Stramilano (1h25'38'' in una giornata fredda, piovosa e ventosa) sia perché, nel bene o nel male, i km ce li avevo messi dentro sempre ed il lunghissimo (unico) da 36 km mi aveva regalato ottime sensazioni.
Da qualche giorno però le sensazioni non erano così rosee... gli ultimi giorni non ho effettuato un vero e proprio scarico (non ne sentivo necessità) ma ho fatto dei bei lavori di qualità insieme ad Andrea, in particolare delle ripetute sui 1000 in cui sono riuscito a stare sotto i 3'30'' anche se solo per tre volte (per me va benissimo così!). E' stato piacevole allenarsi in sua compagnia e l'ho trovato in una forma veramente smagliante, se a gennaio il nostro livello non era poi così tanto dissimile adesso... si :) Ha fatto davvero un notevole salto di qualità!
Forse perché gli allenamenti ravvicinati (e sempre preceduti da lunghi lenti collinari di oltre 1h20) a ritmi per me "nuovi" non erano ancora ben stati metabolizzati, ma ripeto, le sensazioni degli ultimi giorni erano a dir poco... pessime!! Sabato con Pasquale usciamo per un tranquillo lentino mettendo comunque insieme 10km ma c'è qualcosa che non gira come dovrebbe...! Mi faccio mille paranoie ed ansie, il sabato pomeriggio lo trascorrerò a poltrire nell'attesa spasmodica del grande giorno...
... che finalmente arriva. Tempo per fortuna accettabile, temperatura di 7/8° e cielo coperto, forse un po' umidiccio ma piove davvero poco. Zero riscaldamento e con i miei compagni ci posizioniamo in griglia abbastanza presto... loro ridono e scherzano per stemperare la tensione, io sono zitto... Cristian mi fa: "Guarda Simo, è la calma fatta persona"... non sapendo che in realtà la mia calma maschera paura, tanta paura!
Preferisco non partire già con un obiettivo in testa, partiamo insieme noi compagni dell'ultimo lungo poi... si vedrà. E si parte, piano ma si parte: 4'40'', devo ancora carburare bene, mi sto riscaldando in corsa. Però effettivamente è un po' troppo piano... il tempo di capire dove siamo e cosa facciamo, e siamo sui 4'30'', secondo più secondo meno. E' un passo francamente... lento, mi sembra veramente di passeggiare ad andare in gara così, ma la gara è appena iniziata e di insidie ce ne possono essere ancora tante.
Tutto la prima metà di gara, ragazzi, è veramente noiosa! Corriamo fra le campagne rhodensi in una cornice che di spettacolare ha poco o nulla, ma in quattro i km passano comunque in fretta, ridiamo e scherziamo ora che ancora siamo in grado di farlo!
40°km ancora in spinta
Il passaggio al 21° è intorno all'ora e 36. Va bene così, sono ancora fresco ma di km devo farne ancora altrettanti! Psicologicamente mi dico "dai, stai bene, adesso devi solo fare una mezza"... il pensiero aiuta e non mi fa pensare alla strada che manca.
Per fortuna il passaggio per le vie centrali aiuta a non farsi venire pensieri negativi, qui il percorso diventa più "bellino" anche se si tratta per lo più di lunghi vialoni da fare avanti ed indietro. Da un certo punto di vista è un vantaggio, soffia un venticello moderato da Est ed i tratti a favore e contro vento si alternano di continuo. Si passa per corso sempione, arena civica, repubblica, in un nonnulla arriva il 30°, siamo in Piazza Duomo! Nel frattempo è uscito il sole ed inizia a fare anche un pelino caldo, la scelta di correre in canotta come al solito sta ripagando!
Sensazioni? Francamente ottime, non sento la fatica e, complice il tifo delle tante persone venute a guardare la gara con l'occasione del blocco del traffico, non riesco a tenermi ed andare così lento e faccio un paio di km sotto i 4'20''... neanche me ne accorgo! Qui i miei compagni mi dicono di andare, vorrei rallentare ed aspettarli ma per quanto lento vada sono sempre sotto i 4'30'', morale della favola... rimango da solo, sto più che bene ma la gara è ancora tanto lunga.
Fino al 35 i km letteralmente volano, un po' perché si toccano i punti più belli del percorso, un po' (soprattutto) per il tifo dei miei compagni di squadra disseminati un po' ovunque... faccio una bella iniezione di adrenalina che, lo so già, mi servirà come il pane nei 7 km finali.
Si cazzo, il traguardo!!
Bene, inizia la gara. Si perché i 7 km finali sono .... i più duri... attraversi zone periferiche di Milano (Wagner, Buonarroti, Amendola), nessuno ti fa più compagnia, pur volendo accodarti ad un gruppetto non ne trovi, stanno rallentando tutti! Cosa faccio? Inizio una progressione continua fino alla fine? No no, è ancora presto ed è rischioso, ricordiamoci che la crisi può arrivare da un momento all'altro.
Bene, tengo il mio passo... 4'22'', 4'26'', 4'24'', di lì non mi scosto! Ovviamente a questo punto non sono freschissimo ma devo tenere di testa, devo solo arrivare in fondo a quel rettilineo infinito dal nome "Corso Sempione" ed è fatta... al 40° guardo per la prima volta il tempo, inizio a farmi due conti e capisco che potrei stare sotto le 3h10. Impongo alle gambe un cambio di passo, certo è dura con 40km nelle gambe ma ce la faccio lo stesso... registro un 4'15 ed ultimi 670m a 4'11'' in progressione fino alla fine. Tempo finale 3h09'55'', bene così!
La mia soddisfazione non è tanto per il crono in sé... la mia soddisfazione viste anche le sensazioni iniziali è per la gestione di gara (la Maratona si fa con la testa!!), per essere arrivato con buon margine e soprattutto per aver corso senza un vero e proprio scarico. Certo adesso qualche giorno di totale riposo me lo prenderò! :) Ma ho l'impressione che la mole di lavoro svolta recentemente possa farmi fare bei progressi anche a breve, o almeno questo è quel che spero!
Ora si riparte, con calma, verso nuovi orizzonti!
Aggiorno il blog dopo tanto tempo. Ho smesso di correre e mi sono dato al fumo ed all'alcool? Per fortuna no :-) Nel frattempo ho continuato a correre tra alti e bassi - a dire il vero più bassi che alti. Febbraio è stato un mese un po' così, sono riuscito a correre tutte e cinque le campestri del Trofeo Monga arrivando quinto della mia categoria ma mentirei se dicessi di aver corso con costanza e metodo. Rivedendo il calendario dei primi mesi dell'anno, c'è un buco nella prima settimana di febbraio, poi una settimana di soli fondi lenti, tre giorni di buco, quindi ancora lenti su lenti. Sono stato uno studente cattivo, sul libretto delle giustifiche sopra la firma c'è scritto "causa esami universitari".
Ecco, volevo cogliere l'occasione per una riflessione più a carattere generale. Si pensa in generale che per un giovane come me (oddio, a 23 anni non mi penso ormai così tanto giovane, ma comprendo di essere un bambino per l'età media di chi corre) la progressione atletica dovrebbe essere inarrestabile una volta intrapresa. Invece per me non è così, i miei progressi rispecchiano la curva caratteristica di molte sostanze biologiche ... vedi insulinemia: picco raggiunto rapidamente, poi lenta ma inesorabile decrescita.
Ma quando raggiungo i rapidi picchi? Lo devo ammettere, quando mi alleno costantemente con qualcuno! Forse avrò una soglia della sopportazione della fatica bassa, più probabilmente ho una ... soglia di mantenimento della motivazione bassa, ma non appena riesco a trovare qualcuno che sia un po' più forte di me e mi trascini a fare i lavori di qualità fatti bene, dei benefici me ne accorgo nel giro di davvero poco tempo.
Penso al periodo tra fine ottobre e metà novembre, quando ho iniziato a fare ripetute e fondi medi con compagni più forti ed ho corso la campestre migliore di sempre. O penso al periodo natalizio, in cui i lavori di qualità svolti con Andrea, che sul momento mi hanno stancato non poco, dopo pochissimo scarico (un giorno di riposo!!) mi hanno portato a correre il fondo medio a 4'/km in scioltezza.
Insomma, non mi ci vuole molto a raggiungere il picco... e la lenta discesa?? Mm forse so bene cos'è: con me il metodo brutale "devi correre ogni giorno, devi fare due lavori a settimana, devi arrivare a 69kg" - un po', devo ammetterlo, il metodo del mio "coach" Pasquale - non funziona... o meglio funziona fino ad un certo punto, poi crollo miseramente e mando tutto all'aria, dieta, allenamento: è la testa che chiede tregua. Questo in generale, nel caso di febbraio si sono aggiunti altri fattori (in primis gli esami universitari) che hanno contribuito a questo lento, ma ineserabile... "decadimento".
Adesso? Tutto questo tempo mi sono allenato da solo, ripetute poco o nulla, qualche fondo medio fatto decentemente (giovedì scorso 15km a 4'08'' di media) e sabato finalmente di nuovo con i miei compagni di sempre un lungo di 36km, siam partiti piano, abbiamo allungato prima della metà e verso la fine ho staccato gli altri riuscendo a cambiare passo portandomi vicino ai 4' nonostante i tanti km nelle gambe. Un allenamento divertente, stimolante e che è servito a darmi fiducia.
E adesso... rispondo alla domanda :) Visto che di uccidermi di km non ho più voglia ed alla mia età ho decisamente altre priorità, correrò per un po' senza obiettivi, alternando con un po' di pesi fatti decentemente e qualche bella sessione di nuoto in piscina. Di allenamenti impegnativi continuerò a farne ma solo se ho una compagnia buona a tirarmi e solo se continuerò a divertirmi, gare ne farò, se verranno fuori bei risultati bene, altrimenti pace.
Ora... sicuramente non voglio dire che sarà sempre così... chi mi conosce sa che amo le cose fatte bene e molto difficilmente mi do per vinto. E' solo che al momento voglio un po' "godermela" e correre senza stress. La strada è ancora lunga e di km da macinare ce ne saranno ancora tanti, tanti, ma davvero tanti!
La mezza è da sempre stata la mia gara. Troppo corte ed "a tutta" per i miei gusti le gare dai 10000 in giù, troppo lunga la maratona - almeno adesso che non posso dire di avere assimilato bene la distanza. La mezza invece è pura tattica, cuore, testa.
Il personale sapevo già di averlo nelle gambe, dovevo stare attento ad alimentazione ed allenamento per arrivare ben riposato all'appuntamento! E così alla vigilia della gara - alla quale arrivo con soli 40km nelle gambe - decido stavolta di poltrire e di non allenarmi neanche per 30'. Avrò fatto bene, avrò sbagliato? Fatto sta che nel pre-gara stomaco ed intestino sembrano a posto - quindi alimentazione ok -, non altrettanto le gambe che nel riscaldamento - tanto per cambiare - sono super legate. Pazienza!
Partenza come al solito sparata e primo km in 3'46'' - ma siamo in discesa, si parte tutti forte e si rallenta "in gruppo". Tre chilometri intorno ai 3'55'' e poi mi stabilizzo sui 4'/km, il passo che volevo tenere. Sono partito sparato, ne sono consapevole - ma non è stata una scelta suicida, l'altimetria mostra una continua pendenza negativa fino a metà gara, poi uno strappo e due cavalcavia e si ritorna a Vercelli dalla stessa strada, recuperando quindi il dislivello. Fossi partito troppo lento non so se sarei riuscito a recuperare alla fine!
Il vantaggio di correre una mezza poco partecipata - siamo in poco più di 300 - è che i problemi di traffico sono inesistenti, lo svantaggio è che mi trovo spesso a correre da solo. Al quinto km recupero un podista che ha un buon passo, insieme facciamo qualche km e sembra di non fare molta fatica - la respirazione è giusta, da "fondo medio", al 10° km (passaggio 39'43'') sono ancora in grado di scherzare e mostrare la lingua al fotografo. Nel frattempo il mio compagno mi ha abbandonato e mi ritrovo nuovamente da solo, davanti un gruppetto sembra avere un buon passo ma è troppo distante - ad occhio un 40m, non voglio sprecare preziose energie a questo punto.
Qui purtroppo la testa comincia a darmi segnali negativi. Anche se non rallento qualche podista che è partito piano mi supera in velocità mentre io continuo a rimanere solo proprio adesso che la gara si fa difficile! Poi ragazzi... non sono abituato a correre in luoghi scenograficamente spettacolari, ma il grigiume del vercellese è impressionante!
A questo si aggiunge la prima salita a Prarolo - ok, la testa già non c'è più, vediamo di gestire la gara al meglio. In cima al primo cavalcavia mi rendo conto di aver tenuto i 4'10''/km di media... forse un pelino troppo, infatti in discesa il passo medio non si smuove e non recupero nulla! Secondo cavalcavia, e seconda mazzata alle gambe. Dopo... piatto, grigio, solo... uff! Ho una seria voglia di mollare ma devo tenere duro, se non scoppio il personale è ormai acciuffato. Facciamo tira e molla con un canotta bianca, di continuo mi passa in scioltezza per poi rallentare (mi rivelerà poi di aver sofferto di fitte intestinali), dal 17° però sembra aver preso un buon passo e lo lascio andare. La meccanica di corsa sta cambiando e me ne accorgo, il passo si fa più pesante ma non voglio sapere che ritmo sto tenendo... smetto di guardare il GPS e di fare calcoli, voglio solo arrivare bene. 18, 19, 20... manca solo 1km! Provo a cambiare passo ma d'improvviso mi si tappano le orecchie, segno che sono già al limite, pensiamo solo ad arrivare in condizioni decenti! Solo 100m, un avversario che ansimava dietro di me già da un po' inizia lo sprint... nono, lasciamolo andare, non ne varrebbe la pena. La scelta mi ha permesso di presentarmi al fotografo piazzato alla fine in condizioni quantomeno "umane" - vedi foto!:-)
Per la cronaca, 1h26'14'' ... bene!! Sono comunque due minuti in meno del mio precedente personale. La crisi c'è stata? Si, ma più di testa che di gambe, la mezza è lunga e ritrovarsi a correre km e km da solo nel piattume più totale non è il massimo. Migliorabile la gestione di gara? Sicuramente, ma va benissimo così, meglio sempre rischiare che rimpiangere di non averci provato. Da qui si riparte per altri obiettivi... adesso per un po' di tempo campestri, potenziamento, velocità, prossima mezza a Verona il 17 febbraio e lì non ci saranno santi! :)
A circa un mese dal mio ultimo post, aggiorno nuovamente il blog. Il mio "silenzio" non vuol dire che la mia vita sportiva sia stata priva di eventi significativi, tutt'altro! L'ultima tappa del trofeo Monga è andata discretamente, qui su running forum ho scritto il mio racconto : http://runningforum.it/viewtopic.php?f=16&t=2331&start=2780#p729506.
A cui ho fatto seguire, stupidamente, una corsa nel pomeriggio di 11km in scioltezza a 4'30''... dopo, le gare ogni domenica, i 100 chilometri settimanali, le corse all'alba sottozero hanno fatto sentire tutto il loro peso e mi hanno convinto a prendermi gli ultimi giorni a Milano di totale astinenza dalla corsa: staccare un po' la spina e pensare ad altro ogni tanto può fare solo bene.
Per il resto, dopo qualche giorno a casa mi sono fatto una settimana in Belgio da mio cugino. Il mio comportamento non si è certo potuto definire "da atleta", tra orari sballati, serate alcooliche e cibo a non finire (continui inviti da parenti), nonostante ciò mi sono allenato quotidianamente anche se con poca o niente qualità e molta sensazione, visto anche il tempo inclemente (pioggia quotidiana e soprattutto vento fortissimo, quasi mai sotto i 50km/h). Torno nuovamente a casa il 31 dicembre, ancora bagordi la sera a casa di amici ed ore non piccole... di più, la mattina dopo mi sveglio comunque poco prima delle 8 per impormi di riportarmi ad uno stile di vita più regolare. In settimana realizzerò 90km complessivi ma stavolta con tanta qualità. In particolare il mercoledì svolgerò un fartlek 10x(1'+1') in cui realizzerò 5km totali, probabilmente avrei fatto anche qualcosina meglio ma non mi sono saputo gestire bene (le prime serie i minuti veloci erano intorno ai 3'40'' e quelli lenti intorno ai 4'05'' 4'07''... un pelino esagerato!). Il sabato un lavoro di potenziamento in spiaggia svolto insieme ad Andrea (6x200 forti + 200 recupero sulla parte più interna della spiaggia, più faticoso che correre su neve fresca) che mi ha lasciato forte pesantezza muscolare (mai fatto potenziamento!), pesantezza che probabilmente ha pregiudicato l'allenamento del giorno dopo, una sorta di "trail" dentro il parco naturale di Porto Selvaggio cui nelle intenzioni sarebbero dovuti seguire 6km al medio... programma rispettato da Andrea, meno da me che ho mollato clamorosamente dopo il primo km a 3'59''!
Decido saggiamente di concedermi un giorno di riposo coincidente con il mio ritorno a Milano. Rientrare nel grigiume padano, farsi riassorbire subito dalla frenesia del Polimi (primo giorno dalle 10.00 alle 19 in università, senza pausa pranzo) ed un pizzico di malinconia alla sera dopo quasi un mese passato con i miei cari... quale modo migliore per farsela passare che non quello di iscriversi ad una mezza? Detto fatto, il 13 gennaio si corre a Vercelli!
Il giorno dopo mi sento notevolmente in forma ed esco la sera per una corsetta senza sapere bene cosa fare. Quando scaldandomi verso il Parco noto che sto andando a 4'10'' senza accorgermene capisco che la giornata è di quelle buone - proviamo cosa succede se incrementiamo un po' l'impegno, è il giorno giusto per correre un medio come Dio comanda. Risultato: 13km a 4'02''/km di media con passaggio ai 10000 in 40' in totale scioltezza e regolarità impressionante.Il ritmo ha cominciato ad impegnarmi un po' solo dal 10° in poi per cui ho deciso di non forzare e tenere le energie per domenica, comunque la soddisfazione alla fine è stata grande: tenere i 4'/km come fondo medio è un risultato per me davvero incoraggiante, se penso che l'anno scorso faticavo per chiudere 3km a quel ritmo!
Giorno dopo gambe ok, decido comunque di non correre, voglio gestire la settimana al risparmio ed arrivare a domenica con i serbatoi carichi al 101%!
Oggi il programma prevedeva un breve richiamo di velocità. Partito verso le 11, non sono sciolto come martedì ma ci può stare, sono anche più stanco di testa. Dopo il mio solito riscaldamento - non riscaldamento, parto per i miei 3km chiusi con parziali 3'43'' 3'40'' 3'43''. Gambe pimpanti e reattive... bene!
Ed ora two days left! Adesso è veramente scarico e cura dell'alimentazione, forse uscirò domani per un fondo lento e sabato farò una breve rifinitura, sempre con chilometraggio totale scarso. Ci deve essere prima di tutto la testa, poi le gambe!
Obiettivo? Ovviamente mi piacerebbe tenere i 4' giusti, ormai è il mio passo da medio e corro in scioltezza a quel ritmo, ma volendo essere realistici mi manca una preparazione specifica per la mezza (niente ripetute lunghe e pochi lunghi sopra i 20k!) ed oltretutto quel medio a RG messo lì 5gg prima forse non è stata una gran furbata. Sicuramente sarò contento se riuscirò a fare una bella gara, in gestione controllata e magari in progressione. Tutto dipenderà da come starò domenica mattina, deve essere una "giornata si" ... io incrocio le dita!
L'anno scorso ero stato tutto sommato fortunato con le campestri: temperature sempre accettabili, percorsi in genere con poche difficoltà tecniche, fango poco o nulla! Ma domani la musica cambia...
Da giovedì sera la neve è scesa su Milano ed ha continuato ad imbiancarla ininterrottamente fino all'alba di stamattina. Ieri mattina un rapido colpo d'occhio alle strade mi ha convinto a prendermi un giorno di (meritato) riposo,c'era necessità di staccare la testa. Oggi però l'appuntamento era alle 8.15 con i miei compagni di squadra per il solito "scarico pre-gara" che in realtà si trasforma sempre in un lungo divertissement.
Ma ragazzi - correre sulla neve è proprio bello! Una volta compiuto l'atto autolesionistico di alzarsi dalle calde lenzuola e uscir fuori al gelo polare, fatti i soliti 2.7km fino al naviglio tra strade infangate che ti fan passare la voglia di correre, in realtà è splendido riuscire a correre su uno spesso strato di neve compatta. Di tratti liberi da neve ne abbiam trovati ben pochi, praticamente solo i brevi pezzi in cui è consentito il transito ai veicoli, per il resto solo tanta tanta neve. La meccanica di corsa si trasforma, diventa più muscolare e si fa più fatica, noi andiamo piano e ci godiamo il paesaggio, ogni tanto qualche allungo sulla neve fresca tanto per gradire :)
In totale una ventina di km ma i numeri non importano, l'allenamento di oggi è stato un lungo divertimento in compagnia che ha rigenerato le gambe, legate all'inizio e freschissime sul finale. Il problema sarà nei prossimi giorni, le previsioni "sparano" un bel -4° per domattina e probabilmente ben presto la coltre di neve compatta lascerà il posto a dei bei lastroni di ghiaccio!
Per la campestre di domani mi sa che le chiodate serviranno... eccome se serviranno!
Si sente tanto dire in giro che nella corsa viene prima la testa e poi tutto il resto e questo è tanto più vero quanto più si allungano le distanze. Io direi che mi sto sempre più rendendo conto che la corsa può essere una vera e propria "palestra di vita".
Ci sono mille vantaggi ben noti: la corsa fa dimagrire, abbassa la pressione arteriosa, migliora la circolazione ed abbassa il battito cardiaco a riposo, migliora il tono dell'umore... non è certo di questo però che voglio parlare. La corsa è prima di tutto uno sport individuale. Tanto più come la pratichiamo noi amatori, che non abbiamo alle spalle un'equipe di massaggiatori, tecnici, medici, che ci segua di continuo e ci dica in ogni momento come allenarsi e cosa mangiare. Del resto personalmente non mi considero neanche un "tapascione", runner della domenica che si fa i suoi km tranquillo, senza mai andare in affanno né preoccuparsi di come migliorare i suoi tempi. La corsa per come la intendo io è un qualcosa di più, una dimensione tutta tua in cui riscoprirti sia fisicamente che nella testa. Fisicamente, perché le settimane, mesi, anni di allenamenti costanti ti insegnano a capire come funziona il tuo motore, le tue gambe, leggi mille tabelle ed articoli e solo l'esperienza ti fa capire cosa davvero ti fa migliorare, cosa ti fa andare forte nel diecimila della domenica e cosa invece ti fa incontrare il muro al 16°km della mezza. Nella testa, perché puoi allenarti in compagnia, puoi avere chi ti incoraggia e ti fa i complimenti, ma la motivazione per andare oltre la "fase tapascione" e cercare di raggiungere i tuoi limiti (e superarli) può venire solo dal di dentro. Quale che sia il tuo obiettivo la corsa presto o tardi ripaga, ovviamente se presto o tardi dipende da... tante cose, il principio è che il sudore versato in allenamento non è mai buttato. Ma il fatto di ricercare questa fatica, di spremersi in allenamenti massacranti e di svegliarsi alle 5 del mattino in pieno inverno per correre con -5° presuppone che sotto ci sia una molla veramente forte.
Io interpreto la corsa come una vera e propria droga, o meglio è del tutto assimilabile all'alcool nell'euforia che ti dà, ma senza i postumi depressivi. Chi si alcolizza spesso (non chi beve occasionalmente al party di fine anno) ha qualcosa da dimenticare, allo stesso modo chi corre tanto (non il tapascione della domenica) è fondamentalmente insoddisfatto. Attenzione, non voglio certo dire che i runners siano una massa di frustrati... piuttosto ecco, l'idea che mi son fatto è che abbiamo un vuoto da riempire o una "macchia" da cancellare.
La corsa - come dicevo - è fondamentalmente la tua corsa. Mi fa piacere vedere il parco pieno di runners di tutti i tipi, quando in primavere le temperature iniziano ad alzarsi e la prova costume incombe, ma lo preferisco come stamattina, gelido ma con un tiepido sole dicembrino, frequentato forse da quattro persone a parte me. Ho iniziato a fare il fondo medio solo da tre settimane, finora sempre in compagnia - oggi ero da solo. Non avevo idea di cosa si potesse provare in un allenamento del genere. Parto male, un po' imballato (mi conosco, il pensiero di dover poi render conto a qualcuno mi condiziona - psicologia debole!), mi scoraggio pensando che forse non riuscirò a finirlo, pian piano passano i km e le gambe si sciolgono così come il morale, senza rendermene conto sono già al terzo giro su cinque e mezzo che ne devo fare. I pensieri che popolano i miei lenti sono dei più disparati, spesso e volentieri anche negativi - ma stamattina no, quando capisco che riuscirò a terminare l'allenamento ed anche meglio del previsto senza fare fatica più di tanto questo mi dà fiducia, mi rigenera. Sento di migliorare, di progredire, penso a com'ero quand'ero partito ed a quanta strada ho fatto da allora, penso ad un periodo felice della mia vita, mi sento fiducioso nei miei mezzi e penso a chi ha riposto la sua fiducia in me. All'ultimo giro le gambe iniziano ad indurirsi ma non importa, senza forzare inizio lo stesso una progressione anche se lieve. Torno a casa, quasi altri 4 km che passeranno via come nulla, ripenso all'allenamento appena fatto e sono felice, so già di aver fatto meglio della settimana scorsa ed i numeri lo confermeranno appena tornato a casa.
In questo senso la corsa è palestra di vita. L'idea che mi son fatto è un tuo avversario può avere magari una soglia più bassa della tua, un motore meno performante, ma se la sua psicologia è vincente in gara lo vedrai lontano di miglia. Bisogna lavorare sulla testa, prendere le sensazioni positive in allenamento ed imprimerle nella memoria affinché di lì non escano, fortificare la fiducia in te stesso e nei tuoi mezzi, non porsi limiti troppo bassi che finirebbero solo per "tarpare le ali". Spesso a chi ci chiede "come stai?" rispondiamo "tutto bene" sapendo bene che non è la verità, i periodi felici vanno e vengono ma la felicità, quella vera è un qualcosa di effimero! La si coglie, la si tiene stretta poi vola via come se nulla fosse. E si rientra nel solito trantran della quotidianità, ci si tiene attivi ed impegnati, si pianifica, si organizza. E poi si corre, e lì, solo con i tuoi fantasmi, ritrovi un "surrogato di felicità" - non sempre! Ma quando le sensazioni positive ci sono, è bene slegarle dai numeri, buttarle giù su carta e andare a rileggerle quando, nei momenti di sconforto, siamo tentati di mandare tutto al diavolo. Volontà, testa e cuore si rinforzano, aiutano ad andar bene in gara e sconfiggere il tuo avversario di sempre come a ottenere il posto di lavoro che desideravi o superare brillantemente un esame universitario che proprio non riuscivi a passare.
Tanti pensieri, probabilmente confusionari e sconnessi, ma sentivo il bisogno di buttare giù due righe, grazie a chi ha letto fino in fondo :)
Lunedì 13.3km a 4'22'' al Parco Lambro, con l'occasione ho sperimentato il percorso segnalato all'interno del Parco di 3.8km, un po' più mosso rispetto al giro classico da 2.5km! Martedì 11.5km a 4'30'' sempre al Lambro Mercoledì Fondo medio al Lambro, 12km a 4'09'' con Pasquale e fondo complessivo di oltre 20km Giovedì Fondo lento al Parco, 1h a 4'37'' Venerdì 15.5km di cui i 10 centrali corsi in progressione sul naviglio della Martesana con Maurizio (andata dai 4'30'' fino ai 4'20'', ritorno da 4'10'' fino al 3'53'' finale). Allenamento vivace "imprevisto" :) Sabato 1h a 5'07'' con scivolone al 6° km incluso (botta al ginocchio dx, per fortuna niente di grave!).
E così arriviamo a domenica con il 10000 a Peschiera Borromeo. Devo fare una premessa: nonostante l'aumento del chilometraggio, questo non mi ha stancato assolutamente, anzi sento di aver migliorato notevolmente la capacità di recupero. Il problema è che mi sono accorto di sentire troppo, esageratamente l'ansia da gara, specialmente adesso che Pasquale ha deciso di puntare su di me e di " farmi crescere". Come Maurizio ha detto giustamente, si tratta di un "blocco psicologico" che ho sulle gare dai 10000 in su.
Ho realizzato un 39'22'' che oggettivamente è il mio personale - ma non riesco ad esserne soddisfatto! Mi è arrivata davanti gente che si era presa quasi due minuti alla campestre di domenica scorsa e non riesco a capacitarmi del perché. Sicuramente non ho la scusa del freddo glaciale che ha condizionato tutti!
Ad ogni modo, faccio un breve resoconto. Mi attardo a posizionarmi dietro lo start a causa del riscaldamento un po' lungo ma fatto "ad hoc" (20 minuti in tutto inclusi 4 allunghi). Allo sparo, mi accorgo di essere davvero tanto dietro al punto che fino al "bip" del primo km supero le persone più improbabili! E' quindi inevitabile accelerare per recuperare e riesco comunque a chiudere il primo km a 3'51'', che è un ritmo che ormai dovrei riuscire a tenere agevolmente. Ed invece... il secondo lo chiudo insieme a Pasquale a 3'54'', il terzo a 3'53'', poi dico a Pasquale di andare... non c'è più la testa. Rallento, sono sui 4', al momento di ripassare dallo start vengo affiancato da altri miei compagni di squadra (che ormai pensavo non mi potessero più neanche vedere) e la tentazione di ritirarmi è davvero forte... resisto e chiudo il 6°km a 4'07'', dopodiché riesco a proseguire fino alla fine con un ritmo sui 4' (la fatica mi sembra gestibile) e chiudo comunque l'ultimo km, in crescendo, a 3'56''.
Ciò detto, ho comunque fatto il personale ed il tracollo non è stato così netto come al Montestella, oltre tutto la curva della velocità assomiglia ad una "gaussiana" ... meglio così che un esponenziale positivo :) Io non demordo e spero che l'esperienza delle gare mi aiuti a maturare!